Chiavi Transponder per Auto - KeylinePossedere un’automobile dà una grande soddisfazione, si sa. Oggi poi sono meravigliose, scintillanti e tecnologiche. Inevitabile però che siano accompagnate da almeno due grandi preoccupazioni: gli incidenti e i furti. Se possiamo scongiurare la possibilità dei primi con una guida sicura e prudente, per evitare l’infausta circostanza dei secondi come fare?

 

E’ un problema che si sono poste anche le agenzie di assicurazione soprattutto dopo il 1989, quando la caduta del muro di Berlino, festeggiata come un trionfo della libertà, ha favorito anche redditizie attività illegali.

In Germania si è passati dalle 38.000 auto rubate nel 1989 alle 141.000 del 1991 per superare il milione e mezzo di veicoli in tutta Europa. Un bel problema.

 

Logico quindi che si corresse, è proprio il caso di dirlo, ai ripari. La risposta ai ladri di automobili fu un sistema d’immobilizzazione al quale si aggiunse poco dopo, seguendo precise normative europee che lo richiedevano su tutte le auto da immatricolare, un transponder (abbreviazione di transmitter + responder), installato nella testa plastica delle chiavi.

 

Apri pista nell’utilizzo delle chiavi transponder furono Audi-VW e Ford nel 1994, seguite da tutte le altre case automobilistiche.

Il sistema è relativamente semplice quanto efficace e si basa sulla comunicazione biunivoca tra la chiave transponder e il blocchetto di accensione dotato di antenna.

 

Quando si gira la chiave, il blocchetto invia un segnale radio a bassa frequenza che la chiave riceve e subito ritrasmette con il codice di identificazione contenuto nella memoria fissa del transponder. Solo se il segnale viene identificato, l’immobilizer consente al motore di accendersi. Il tutto senza bisogno di batterie, perché l’alimentazione avviene per induzione elettromagnetica.

 

Le prime chiavi transponder con memoria ROM di sola lettura utilizzavano un codice fisso e potevano identificare qualcosa come 1.099.511.627.776 diversi oggetti. Vennero poi i Rolling Code utilizzati da marchi come BMW e Mercedes capaci di modificare il codice ad ogni accensione dialogando con la centralina dell’auto.

I modelli Texas Challenge Code Crypto del 2004 avevano una potenzialità di mille e cento miliardi di codici: dando ad un codice il valore di 1 mm si raggiungerebbe una distanza pari a circa tre volte quella tra la terra e luna!

Oggi, i transponder di ultima generazione a 128 bit sono in grado di concepire qualcosa come 340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di codici. Se utilizzassimo il più veloce PC disponibile, elaborando 100.000.000 codici al secondo ci impiegheremmo un numero infinito di anni! Davvero stratosferico!

 

La più importante difesa di un’automobile contro i furti sta quindi proprio nel sistema chiave, vero gioiellino tecnologico con una “mente” capace di elaborare algoritmi sempre più complessi per impedire accensioni indesiderate della nostra auto.

Keyline, leader nella tecnologia digitale, ha seguito da protagonista le innovazioni delle teste elettroniche creando soluzioni per la clonazione di quasi tutti i trasponder Texas e Philips Crypto, depositando per questi ultimi un brevetto nel 2009. Un lavoro di eccellenza dell’ufficio Ricerca e Sviluppo che ha segnato tappe importanti dalle quali già si scorgono gli scenari futuri.

 

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