Chiavi Tubolari - Arcadia KeylineChicago, anni ’20.

Ambiente di gangster, proibizionismo e musica jazz, ma non solo. Qui, sul lato nord della città, muove i primi passi una fabbrica di parafulmini piena d’iniziative, così intraprendente da mettersi a realizzare mobili e poi a costruirsi da sola le serrature per armadi, cassapanche e affini, trovando così il proprio core business.

 

È l’inizio della Chicago Lock Co., diventata celebre per aver inventato le chiavi tubolari, commercializzate dal 1933 con il marchio Ace. L’innovazione si è diffusa rapidamente nei settori dell’arredamento, in quello militare e poi via via nella distribuzione automatica, negli antifurti, nelle casseforti fino ai computer laptop.

 

 

Il sistema Ace

 

Questo sistema utilizza una chiave cilindrica, con un diametro maggiore delle tradizionali, incava nel primo breve tratto. Ha un solo dente esterno per agganciare il rocchetto della serratura e una serie di scanalature allineate alle guide d’ingresso.

 

All’interno della serratura, le guide ospitano sei o otto doppi pistoncini disposti attorno al rocchetto circolare mobile come nel sistema Yale ma questa volta in orizzontale. Anche qui le molle spingono i pistoncini in avanti per bloccare il rocchetto in posizione di chiusura.

 

Quando s’inserisce la chiave, i pistoncini vengono spostati indietro dalle corrispondenti scanalature incise nella chiave fino ad allineare il confine tra pistoncino anteriore e posteriore con il margine di separazione tra cilindro e rocchetto, permettendone la rotazione.

 

 

Un successo “sicuro”

 

La fortuna delle serrature tubolari, o tubular pin tumbler lock, è principalmente dovuta alla difficoltà di duplicazione della chiave, che la rende quindi molto sicura. Nel 2012 Keyline ha lanciato Arcadia, una macchina specializzata proprio nella duplicazione di questa particolare e diffusissima tipologia di chiavi, con un vasto set di adattatori e importanti innovazioni come il controllo elettronico della fresa, lo schermo di protezione e la lampada a led.