Chiavi piatteLe chiavi piatte sono forse le più diffuse sul pianeta. Incalcolabili sono le serrature che si aprono alla loro magica parola d’ordine “pronunciata” dal caratteristico profilo dentellato.

 

Nel post su Linus Yale siamo andati alla ricerca delle origini di questo sistema geniale che ha ben 150 varianti brevettate e risale addirittura all’antico Egitto! Ora vediamo di “entrare” nel congegno meravigliosamente semplice che con la sua straordinaria efficacia ha caratterizzato tutta la storia della chiave.

 

Guardando all’interno della serratura, la vediamo divisa in due parti: il rocchetto mobile, dove si inserisce la chiave, e il cilindro fisso che lo contiene. Le due parti sono unite da una serie di pistoncini con lunghezze differenti che scorrono a due a due in sedi attrezzate con molle alloggiate in alto.

 

Quando la porta è chiusa, i pistoncini sono completamente abbassati dalle molle e quelli superiori bloccano il rocchetto al cilindro. Inserendo la chiave, i pistoncini si muovono su e giù come i tasti di una pianola meccanica spinti dal profilo dentellato. Quando la chiave è completamente inserita, i pistoncini sono sollevati nella posizione magica con la linea di separazione tra quelli superiori e quelli inferiori in corrispondenza del margine tra rocchetto e cilindro. Solo in questa posizione il rocchetto è libero di ruotare facendo scorrere il chiavistello per aprire la porta. Semplice, no? Ma lo è ancor di più guardando questa bellissima animazione che ci dimostra la bellezza meccanica di un sistema perfetto.

 

 

Il profilo di una chiave piatta può ricordare la forma delle montagne con i loro picchi e rilievi, magari quelle del Connecticut dove nacque Yale, o il disegno delle piramidi che emergono dalle sabbie dell’Egitto dove ebbe inizio la fortuna di questo magico sistema.