come non perdere le chiaviI nonni di un tempo usavano aggirarsi per le stanze recitando un’antica cantilena in latino: “Si quaeris miracula mors, error, calamitas, demon, lepra fugiunt” e con gli occhi frugavano in ogni angolo, ogni anfratto, ogni pertugio, cercando ciò che era stato perduto. “Cedunt mare, vincula,
membra resque perditas… Cede il mare e le catene, trova ognun ciò che smarrì…

Si credeva che questa invocazione popolare, detta Sequeri, riuscisse a coinvolgere nella ricerca uno dei santi più celebri e potenti, Antonio da Padova, e grazie a lui saltavano fuori ditali, aghi o orecchini nel giubilo più riconoscente.

Ma anche a saperla tutta, anche credendoci fermamente, c’è un oggetto che a volte resiste a ogni magia: la chiave perduta! L’evento è di quelli che scatenano il panico, evocando infauste conseguenze. Per evitare di trovarsi in questa spiacevole circostanza, e dover mettere a soqquadro la casa, ci sono alcuni suggerimenti che possono rivelarsi molto utili.

 

Ci vuole metodo. O tecnologia.

 

Il primo è di essere rigorosi nel mettere la chiave sempre nello stesso posto. Può sembrare banale, ma è un esercizio di disciplina che evita ogni imprevisto. Un piattino o una ciotola decorata a mano sul mobiletto in entrata andranno benissimo, ma anche appese dietro l’anta di un mobile, oppure rivalutando quei portachiavi da muro con il pannello dipinto e tanti gancetti che si usavano un tempo. Farebbe molto country chic.

 

Se invece siamo amanti dello stile hi-tech, e non riusciamo proprio a essere metodici, on line sono facilmente acquistabili quei dispositivi che al battito delle mani rispondono con un suono emesso da un trasmettitore legato al portachiavi, che così si fa sentire da qualsiasi posto sia stato distrattamente lanciato.

 

La tecnologia Bluetooth e parecchie app oggi disponibili consentono di collegare lo smartphone al portachiavi in modo che premendo un tasto uno trovi l’altro (già, perché anche il telefonino ha un gran talento nel nascondersi): sullo schermo apparirà una mappa da seguire, e il tesoro alla fine della linea tratteggiata è proprio la chiave. Assomiglia alla mappa del malandrino di Harry Potter, ma funziona, a patto di ricordarsi di tenere cariche le batterie del portachiavi, che per uno smemorato non è poi così scontato.

 

Cosa non fare

 

A volte, per risolvere il problema, invece di acquisire nuove abitudini basta perdere quelle vecchie. Come mettere le chiavi nella tasca dei pantaloni, che inevitabilmente finiscono tra la biancheria da lavare portandosi con loro il prezioso e indispensabile strumento. Oppure il gettare le chiavi su un tavolo pieno di altri oggetti, carte, riviste o libri. Basta che qualcuno sposti qualcosa e oplà, ci si trova a cercare la classica chiave in un pagliaio. O era un ago? Beh, su certi tavoli è lo stesso.

 

Due strade per trovare sempre la chiave

 

Quindi, per evitare di continuare a invocare i santi, lasciandoli a più alti incarichi, meglio seguire una di queste due strade: il buon vecchio sistema metodico o l’ultimo prodigio tecnologico. Altrimenti vuol dire che ci piacciono gli imprevisti e che saremo sempre “alla ricerca della chiave perduta” come dei distratti e avventurosi Indiana Jones.

 

E voi che metodi usate per ritrovare le chiavi?