macchine duplicatrici chiaviLa duplicazione delle chiavi su larga scala, come capacità tecnica e attività professionale, nasce con l’espansione economica del secondo dopoguerra.

L’incredibile dinamismo di quel periodo fece sì che ognuno reclamasse il proprio mazzo di chiavi, simbolo concreto dell’autonomia e libertà personale che s’imponevano come stile di vita diffuso.

 

E questo valeva sia per quelle di casa che per quelle dell’automobile, altro simbolo del boom economico.

 

Fu uno dei tanti cambiamenti culturali dell’epoca, quindi, che creò un’esigenza, ma non ancora la soluzione. La tecnologia allora disponibile non era facilmente reperibile e non garantiva la precisione necessaria a chiavi che per ragioni di sicurezza avevano profili sempre più complessi. A colmare questa lacuna provvide l’estro tecnico e creativo di Camillo Bianchi, che alla fine degli anni ‘60 pose le basi della moderna duplicazione delle chiavi inventando, di fatto, un nuovo segmento industriale.

 

Da un punto di vista tecnico, questa “rivoluzione” nacque dall’applicazione di tecnologie utilizzate in altri settori, come i sistemi per la molatura delle lenti da vista, adattati alla nuova situazione con l’aggiunta di motori elettrici. Ma presto arrivarono importanti migliorie alle varie fasi della lavorazione.

 

Vediamo in breve il funzionamento di base di una duplicatrice. La chiave originale viene stretta in un morsetto in corrispondenza di un tastatore, mentre la chiave grezza viene posizionata in un secondo morsetto allineato ad uno strumento di taglio.

 

I morsetti sono solidali tra loro grazie ad un carrello che mosso dall’operatore consente al tastatore di rilevare il profilo dell’originale e contemporaneamente allo strumento di taglio di riprodurlo sulla chiave grezza.

 

Una macchina duplicatrice è quindi essenzialmente una fresa che taglia una chiave grezza seguendo il modello fornito dalla chiave originale. Il concetto è quello di un tecnigrafo che lavora in scala 1:1.

 

Lo strumento di taglio utilizzato cambia in base alla tipologia di chiavi da duplicare. Per le chiavi piatte serve una fresa circolare di sezione prismatica, per le chiavi a mappa una fresa circolare di sezione rettangolare e per le chiavi punzonate e delle auto moderne (taglio laser) le frese radiali di sezione conica ed elicoidale. Si potrebbe quindi dire che in questo processo di “ricalco” dell’originale sulla copia, a seconda del foglio di carta su cui si scrive (chiave da lavorare) cambia il tipo di penna (utensile di taglio).

 

Le macchine duplicatrici utilizzano diversi sistemi di movimentazione del carrello. Ci sono i modelli manuali come la Easy e la 201, quelli semi automatici come la Carat, che usano una leva combinata con una molla per asservire la movimentazione del carrello, e le duplicatrici automatiche come la 105, dotata di un complesso sincronismo elettromeccanico che completa autonomamente l’intero ciclo di copia.

 

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