macchine duplicatrici computerizzate per chiaviL’introduzione del computer, avvenuta con la rivoluzionaria duplicatrice Unocode basata sul concetto di Computerized Numeric Machine, avvenne con qualche difficoltà. I PC non erano ancora molto diffusi (all’epoca si trovava qua e là qualche Zenith) e questo costituiva un grosso problema, anche solo per la formazione dei locksmith.

 

Ma ormai la macchina lanciata da Massimo Bianchi aveva definitivamente aperto la strada del futuro, e di questo si resero subito conto i “pionieri” della duplicazione elettronica e a codice. Il progresso non si fece attendere e già negli anni ’90 gli specialisti del settore potevano disporre nel loro negozio di macchine che usavano le stesse metodologie di costruzione della chiave utilizzate dalle industrie, e tutto questo in dimensioni accessibili e con facilità d’uso e di prezzo.

 

Il consolidamento di questa tecnologia avvenne grazie ai nuovi modelli progettati dal team di ricerca e sviluppo guidato da Massimo Bianchi che riuscì nell’impresa di estendere la duplicazione a codice alle chiavi punzonate e a mappa e doppia mappa. Erano gli anni della grande diffusione mondiale delle macchine elettroniche, dotate di piccoli display e con il cervello ancora racchiuso nella memoria del computer esterno.

 

Tutto era ormai pronto per il grande passo. Nel primo decennio del 2000, il nuovo corso di Keyline voluto da Massimo Bianchi segnò l’inizio di una nuova fase e di una nuova visione: la Computerized Key Cutting Machine. Bianchi da tempo lavorava all’introduzione di tecnologie d’avanguardia e questi studi si concretizzarono presto in una nuova generazione di duplicatrici.

 

Modelli di macchine duplicatrici computerizzate per chiavi come la capostipite 993 Power Lynx e poi le sempre più evolute 994 Laser, Dezmo e Versa, tutte realizzate dal 2000 al 2010, operarono anche quell’inversione di tendenza che porterà le duplicatrici ad essere sempre più facili da usare, con interfacce user friendly che permetteranno la diffusione ad un mercato più ampio, aprendo nuove possibilità per tutto il settore del key business.

 

Tecnicamente, questi modelli Keyline introdussero le componenti che trasformarono le duplicatrici elettroniche in quei gioiellini tecnologici che oggi conosciamo: il touch-screen a bordo macchina, le schede C+ a prestazioni elevate, le interfacce grafiche, la possibilità di posizionamento libero della chiave assieme ai motori di ultima generazione con database più completi.

 

Per chiudere in bellezza il decennio mancava un altro traguardo, raggiunto con la straordinaria messa a punto del primo in assoluto dispositivo per la lettura ottica della chiave, un ulteriore e importantissimo salto di qualità che ha portato ad un livello ancora più alto il lavoro di duplicazione.

 

Aprire all’elettronica e alle sue continue evoluzioni ha avuto anche un’altra rilevante conseguenza: la personalizzazione dei prodotti. Oggi infatti le macchine duplicatrici computerizzate per chiavi si programmano  in qualsiasi lingua in modo da essere ancora più vicini alle esigenze del cliente.

 

Dai primi esemplari meccanici molta strada è stata fatta e in relativamente poco tempo. Lo spirito che caratterizza i geniali innovatori del settore rimane sempre uguale: un’indomabile curiosità per quello che le nuove tecnologie possono fare se sapientemente introdotte in questo mondo affascinante tra meccanica ed elettronica.

 

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