Prospero BianchiC’è sempre una magia nelle origini, e se queste ci riportano indietro nei secoli, come per la famiglia Bianchi protagonista del key business ininterrottamente dal 1770, il ricordo ha il sapore di un nuovo grande viaggio.

 

Per salutare il nuovo anno siamo tornati nel luogo dove tutto ha avuto inizio, tra le montagne di Cibiana di Cadore. Dopo aver impresso nel 2013 la più grande accelerazione tecnologica del settore ci voleva un viaggio nel tempo per riascoltare l’eco di antiche parole. E dopo tanta innovazione, ripensare al significato delle origini.

 

Lo abbiamo fatto realizzando un video, visibile su Keyline TV, dedicato alle origini di tutte le belle storie. Il protagonista assoluto è Prospero Bianchi (1847-1925), la quarta generazione della dinastia. A lui si deve il consolidamento della vocazione commerciale di questa storica famiglia di fabbri.

 

Nel 1903 lo troviamo all’Esposizione di Udine dove si meritò una Menzione Onorevole per la qualità dei manufatti; nel 1908 è all’Esposizione di Piacenza che gli valse la Medaglia d’Argento; nel 1909 arriva fino a Rotterdam con l’Internazionale Tentoonstelling e nel 1911 riceve la Medaglia d’Argento all’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro di Torino.

 

Prospero Bianchi rappresenta il momento di passaggio tra il tradizionale lavoro del fabbro e l’attività di un moderno imprenditore, attento al mercato, all’innovazione e alla comunicazione. Suo è il primo catalogo di chiavi del mondo che risponde alle esigenze della nascente “réclame”. E’ un capolavoro di sette tavole con 213 disegni di squisita fattura che testimoniano la qualità della produzione e del design.

 

Il disegno è una delle grandi abilità di Prospero, esercitata proponendo ai clienti forme originali per le chiavi, cosi come l’abitudine alla scrittura. Siamo partiti da queste suggestioni per ricostruire il “Racconto di Prospero”, immaginandolo alla sua scrivania, al ritorno da uno dei suoi viaggi, con il pennino saldamente nella mano e il pensiero rivolto al futuro.

 

Le sue erano chiavi che potevano superare i 15 cm, con testa e mappa saldati su un gambo fucinato in modo da riuscire a muovere agevolmente i pesanti meccanismi delle serrature dell’epoca. E oggi che il mondo si smaterializza e diventa sempre più digitale, dove l’innovazione ci fa vivere già nella fantascienza, i nostri lontani inizi ci insegnano la concretezza, il coraggio e l’autentica passione per il lavoro.

 

Nel video il maestro delle origini ci invita a proseguire il suo viaggio e a trovare le nuove strade per le tecnologie delle chiavi, della duplicazione e dei transponder. E a lanciare nuove sfide tenendo il timone sempre rivolto a futuro.

 

Buon 2014 a tutti, l’anno di Prospero e di tutti gli instancabili cercatori di meraviglie.