RK60 KeylineNel 1982, la Renault Fuego, un coupé d’alta gamma dal design innovativo, sfoggiò per prima un’idea destinata ad avere un grande futuro: la chiusura centralizzata con telecomando. Il sistema allora era a raggi infrarossi, si chiamava PLIP e dava l’esclusiva emozione di aprire le portiere senza girare la tradizionale chiave.

 

Come sempre succede, nel giro di qualche decennio la tecnologia che prima era appannaggio dei modelli di punta si sviluppa, si democratizza ed entra negli standard di fascia più bassa. Oggi non stupisce più nessuno se la serratura dell’automobile scatta premendo un pulsante a distanza. Ci siamo abituati a vedere le quattro frecce che lampeggiano anche se non c’è nessuno a bordo o a sentire i classici bip che segnalano il blocco o lo sblocco delle serrature e in alcuni modelli anche l’inserimento dell’allarme.

 

Sono sempre di più i veicoli che utilizzano di serie questo sistema elettromeccanico che lega vettura e telecomando con un segnale radio a corto raggio. Il funzionamento è molto semplice. Quando premiamo il tasto, inviamo un segnale con un codice d’identità a un’unità ricevente installata nel veicolo che blocca o sblocca la serratura.

 

Quello che è un po’ più complesso è il sistema di crittografia impiegato per rendere il telecomando assolutamente sicuro: lo scambio di codici avviene con una trasmissione magnetica a bassa frequenza ed ha lo scopo di autenticare la chiave.

 

Il telecomando è inserito nella chiave stessa. Può avere un pulsante per le portiere e uno per il portellone. In alcuni modelli alla chiusura delle portiere è associata quella dei finestrini. Il raggio d’azione varia secondo i produttori in base alla potenza concessa al sistema, mentre frequenza cambia con le aree geografiche (ad esempio in Nord America è 315 MHz, mentre in Europa è 433,92 MHz).

 

I telecomandi delle auto sono programmati dalle case costruttrici. Per dare agli automobilisti la possibilità di avere delle copie si è sviluppata una speciale tecnologia di clonazione. RK60 di Keyline, utilizzando l’innovativa tecnologia TK100, permette di clonare 36 modelli di 11 case automobilistiche, un numero destinato ad aumentare grazie all’intensa attività di ricerca e sviluppo.

 

Oggi, le “luxury car” come un tempo era la Renault Fuego hanno una dotazione elettronica che può arrivare anche a 80 centraline che si scambiano informazioni con 4 reti di fibre ottiche. Per molti è ancora una fantasia, ma chissà, un domani, potrà essere appannaggio di ogni utilitaria.

 

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