duplicatrici elettronicheGià negli anni 60’, il mondo della duplicazione meccanica stava cercando di affrontare seriamente la questione delle chiavi a codice per il settore dell’automobile. Vista la sua espansione incredibilmente rapida, c’era bisogno al più presto di nuove idee. E queste arrivarono da Cleveland, nell’Ohio, dove operava la Curtis Industries Ltd.

 

Ancora oggi c’è chi parla con una certa commozione del mitico Curtis Clipper, duplicatore di chiavi a codice manuale messo a punto nel 1969. In America lo usavano due concessionarie su tre con operatori formati appositamente (che così, tra parentesi, salvarono il loro posto di lavoro nei momenti di crisi).

 

Il vecchio Curtis, distribuito in tutto il mondo dalla Barnes Distribution, funzionava come un perforatore di carta per ufficio. Era dotato di una sorta di grilletto che azionava un carrello scorrevole con un pistone triangolare a forma di taglio di chiavi: ad ogni “colpo” il carrello scivolava progressivamente tranciando le varie profondità della chiave.

 

I primi automatismi per semplificare il lavoro e far aumentare la produttività arrivarono negli anni ’80 con la HPC 1200 Code Machine brevettata da Nick Gartner, fondatore della californiana La Gard Inc, salutata come una vera rivoluzione del settore.

 

Gartner aveva lavorato al programma spaziale Apollo, acquisendo così le conoscenze sulle più recenti tecnologie di produzione che successivamente trasferì in vari settori, soprattutto quello della sicurezza.

 

La HPC 1200 CM, acquistata in seguito dalla HPC, uno dei maggiori produttori di forniture per locksmith del pianeta, era una macchina semiautomatica elettromeccanica che funzionava grazie a schede con le informazioni sulle profondità di taglio.

 

Camillo Bianchi la importò e distribuì in tutta Europa creando anche le schede necessarie alle automobili del vecchio continente. La HPC 1200 CM era una macchina straordinaria, ma con un difetto: la lentezza, problema che Camillo e Massimo Bianchi risolsero aprendo all’elettronica il mondo della duplicazione.

 

Il primo passo fu quello di riportare in un database elettronico tutte le informazioni relative alla marca dell’auto, modello, serie e profondità di taglio in modo da creare un piccolo centro di lavoro con un computer separato dalla macchina. E’ l’innovativo concetto di Computerized Numeric Machine che diede vita alla Unocode, la prima macchina duplicatrice automatica elettronica a codice.

 

Così, tra le colline di Conegliano, era nata una nuova era per le macchine duplicatrici!

 

Scopri la nostra gamma di duplicatrici elettroniche!